Prelievo solidale in linea con la Costituzione
Il principio di uguaglianza non impone un'aliquota uniforme, ma un’imposizione coerente con la capacità contributiva

Confermata la legittimità della norma che aumenta le imposte per gli istituti finanziari al fine di compensare il taglio dell'Imu per i cittadini in difficoltà. È quanto afferma la Corte costituzionale, con la sentenza n. 34/2025. Il principio di capacità contributiva e la solidarietà economica giustificano misure fiscali redistributive, purché ragionevoli.
La questione era stata sollevata dalla Corte di giustizia tributaria lombarda nel 2023, ritenendo discriminatoria l'addizionale Ires dell’8,5% per gli enti finanziari, come le Sgr, che non beneficiano delle compensazioni previste. L’Avvocatura dello Stato ha difeso la norma, sostenendo che la maggiore imposizione per i soggetti economicamente più forti è giustificata nel settore finanziario, caratterizzato da riserve di liquidità e barriere all’entrata.
La Corte ha respinto i dubbi di incostituzionalità, ribadendo che il principio di uguaglianza non impone un'aliquota uniforme, ma un’imposizione coerente con la capacità contributiva. Il legislatore gode di discrezionalità nella scelta degli indici fiscali, purché non arbitrari.
Nel caso specifico, le imprese finanziarie, meno esposte ai rischi di mercato, possono sostenere l'aggravio fiscale, limitato temporalmente al 2013. L’addizionale Ires risulta quindi coerente con il principio di solidarietà e con la logica tributaria già riconosciuta in precedenti sentenze della Consulta.